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Allungaje e gambe aristendije e gambe

Quando un viaggio con nonna diventa una seduta continua di ginnastica, calze elastiche e pazienza infinita.

Anno1981
PersonaggioChi la dice: Mimmo

La frase

«E allungaje ’e gambe, aristendije ’e gambe, aritiraje ’e gambe, aricoprije ’e gambe… io je tajerei quelle gambe!»

La battuta è una delle più ricordate della storia di Mimmo e nonna Teresa in Bianco, rosso e Verdone.

Mimmo, interpretato da Carlo Verdone, deve accompagnare l’anziana nonna da Verona a Roma per permetterle di votare.

Il viaggio, però, si trasforma rapidamente in una piccola odissea. Teresa ha continui problemi alle gambe e Mimmo, premuroso fino all’esasperazione, passa buona parte del tempo ad aiutarla: deve sistemarla in macchina, farle stendere le gambe, ritirarle, coprirle e soprattutto occuparsi delle famigerate calze elastiche.

Dopo l’ennesima richiesta, la pazienza di Mimmo comincia inevitabilmente a cedere.

Ed ecco il commento: «E allungaje ’e gambe, aristendije ’e gambe, aritiraje ’e gambe, aricoprije ’e gambe… io je tajerei quelle gambe!»

Curiosità

1. Nonna Teresa è interpretata dalla Sora Lella

Teresa è interpretata da Elena Fabrizi, per tutti la Sora Lella. La sua presenza nel film fu fondamentale per creare uno dei rapporti più riusciti dell’intera pellicola: quello tra la nonna autoritaria, pratica e senza peli sulla lingua e il nipote Mimmo, ingenuo e premuroso.

2. Mimmo deve accompagnarla a Roma per votare

La storia comincia con Mimmo che raggiunge la nonna a Verona per riportarla a Roma in occasione delle elezioni. Quello che dovrebbe essere un semplice viaggio in automobile diventa una successione di soste, medicine, pasti, imprevisti e richieste della nonna. È proprio questo viaggio a costruire lentamente il rapporto comico e affettuoso tra i due personaggi.

3. Le gambe diventano una gag ricorrente

Non si tratta di una singola battuta isolata.

Durante il viaggio, i problemi alle gambe di Teresa e le calze elastiche tornano più volte, fino a diventare una vera gag ricorrente.

È proprio la ripetizione a preparare lo sfogo di Mimmo e a rendere memorabile la sequenza.

Perché è cult

La battuta funziona perché racconta una situazione che chiunque abbia viaggiato con un parente anziano può riconoscere. Mimmo vuole essere paziente.

Vuole aiutare la nonna,, vuole fare tutto nel modo giusto ma Teresa continua a chiedere qualcosa e lui continua a eseguire.

Fino a quando la sequenza:

«Allungaje ’e gambe, aristendije ’e gambe, aritiraje ’e gambe, aricoprije ’e gambe…» diventa quasi una cantilena.

Carlo Verdone costruisce la comicità proprio sulla ripetizione e sulla crescente esasperazione del personaggio.

E la conclusione è perfetta: «Io je tajerei quelle gambe!»

Una soluzione decisamente poco ortopedica, ma molto efficace. È anche una delle scene che rappresentano meglio la coppia Mimmo–Teresa: lui esasperato ma sempre disponibile, lei autoritaria ma profondamente legata al nipote. Ed è per questo che ancora oggi basta iniziare con: «E allungaje ’e gambe…» perché chi conosce il film sappia già come va a finire.

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