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Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana

Quando non hai una vita avventurosa, ma hai appena trovato quella perfetta da raccontare.

Anno1981
PersonaggioChi la dice: Sergio Benvenuti, nei panni di Manuel Fantoni

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La frase

«Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana.»

La frase è tratta da Borotalco, film diretto e interpretato da Carlo Verdone nel 1982, ed è uno dei passaggi più celebri del racconto con cui Sergio Benvenuti conquista Nadia.

Tutto nasce dall’incontro di Sergio con Manuel Fantoni, interpretato da Angelo Infanti.

Fantoni è un uomo affascinante, sicuro di sé e soprattutto un formidabile raccontatore di storie. Davanti a Sergio costruisce una biografia incredibile fatta di viaggi, incontri con personaggi famosi e avventure ai quattro angoli del mondo.

Tra queste c’è proprio quella del cargo liberiano.

Poco dopo, quando Sergio incontra Nadia nell’appartamento di Fantoni, decide di fingersi Manuel e ricicla quelle storie come se fossero realmente accadute a lui.

Il timido venditore di enciclopedie diventa così improvvisamente un uomo misterioso e vissuto, capace di raccontare di essersi imbarcato a Genova su una nave battente bandiera liberiana e di aver fatto due volte il giro del mondo senza sapere nemmeno cosa trasportasse.

Fino alla conclusione:

forse, un giorno, lo capì.

Droga.

Curiosità

1. La battuta nasce prima di Borotalco

Carlo Verdone ha raccontato che l’idea del “cargo battente bandiera liberiana” proveniva da un suo vecchio monologo radiofonico.

Quando scrisse Borotalco, recuperò quella battuta e la inserì nel racconto di Manuel Fantoni, trasformandola in uno dei momenti più riconoscibili del film.

2. Il vero Manuel Fantoni è Angelo Infanti

Prima che Sergio cominci a impersonarlo, nel film incontriamo il vero Manuel Fantoni, interpretato da Angelo Infanti.

Fantoni racconta a Sergio una quantità impressionante di avventure e conoscenze illustri.

Alla fine, però, confessa candidamente che sono quasi tutte invenzioni.

Il suo vero nome è Cesare Cuticchia e poco dopo viene portato via dai Carabinieri.

3. Sergio copia tutto

Quando arriva Nadia, Sergio non inventa realmente un nuovo personaggio.

Prende il modello che ha appena avuto davanti e lo replica.

Cambia la voce, il modo di fumare, l’atteggiamento e soprattutto utilizza le storie raccontate da Fantoni.

Il cargo liberiano diventa così uno degli strumenti con cui il timido Sergio costruisce la propria versione immaginaria di uomo affascinante e cosmopolita.

Perché è cult

Il “cargo battente bandiera liberiana” è diventato una delle citazioni più riconoscibili di Borotalco perché rappresenta perfettamente tutto il meccanismo del film.

Sergio è un ragazzo normale con una vita che considera insignificante.

Manuel Fantoni, invece, ha capito che una buona storia può rendere interessante anche ciò che non è mai successo.

E Sergio scopre che basta cambiare tono di voce, accendere una sigaretta e iniziare con:

«Un bel giorno, senza dire niente a nessuno…»

per diventare improvvisamente un’altra persona.

La cosa più divertente è proprio l’assurda precisione del racconto.

Non una nave qualsiasi.

Un cargo.

Non una bandiera qualsiasi.

Battente bandiera liberiana.

Un dettaglio completamente inutile che rende la storia immediatamente credibile e, proprio per questo, ancora più comica.

Carlo Verdone ha spiegato che il successo della battuta dipende anche dal ritmo con cui viene pronunciata e dal modo in cui Sergio imita il mitomane Manuel Fantoni.

Ed è probabilmente per questo che, dopo più di quarant’anni, basta ancora dire:

“cargo battente bandiera liberiana”

per ritrovarsi immediatamente dentro Borotalco.

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