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Tranquillo l’ho fatto anche castrare

Quando provano a tranquillizzarti, ma riescono soltanto a peggiorare la situazione.

Anno1986
PersonaggioChi la dice La cliente con l'alano

La frase

La battuta «Tranquillo, l’ho fatto anche castrare!» è tratta da Grandi magazzini, la commedia corale diretta da Castellano e Pipolo nel 1986.

La frase viene pronunciata dalla proprietaria di un enorme alano nel tentativo di rassicurare Fausto Valsecchi, l’addetto alle consegne interpretato da Renato Pozzetto. Valsecchi ha già incontrato il cane e, quando torna nell’abitazione per effettuare un’altra consegna, domanda subito preoccupato dove si trovi.

La signora gli ricorda che l’animale è tranquillo e aggiunge di averlo persino fatto castrare. La rassicurazione, però, nasce da un equivoco completamente fuori strada: Valsecchi non teme certo le intenzioni amorose del cane, ma la possibilità di essere morso.

La sua risposta chiarisce immediatamente il problema:

«Ma signora, io il cane non ho mica paura che mi inculi… ho paura che mi morda!»

Curiosità

1. Una delle gag più ricordate del film

Nonostante Grandi magazzini sia composto da numerose storie e riunisca alcuni dei più popolari attori italiani degli anni Ottanta, la scena dell’alano è rimasta una delle sequenze più citate dell’intero film.

2. Pozzetto interpreta un addetto alle consegne

Fausto Valsecchi lavora per i Grandi Magazzini e attraversa la città a bordo del suo piccolo veicolo per consegnare pacchi ai clienti. Ogni domicilio si trasforma in una nuova disavventura, tra persone eccentriche, situazioni assurde e consegne decisamente complicate.

3. Una comicità costruita sull’equivoco

La scena segue uno dei meccanismi più efficaci della comicità italiana: due personaggi parlano della stessa cosa, ma la interpretano in maniera completamente diversa. La cliente pensa di aver eliminato ogni possibile pericolo, mentre Valsecchi è terrorizzato da un rischio molto più semplice e concreto.

Perché è cult

La battuta è diventata un cult perché la rassicurazione della proprietaria è talmente inutile e fuori luogo da preparare perfettamente la risposta di Pozzetto.

La comicità nasce prima dall’equivoco e poi dal modo diretto con cui Valsecchi lo smonta. Non cerca una risposta elegante, ma esprime esattamente quello che sta pensando, trasformando la paura del cane in una delle battute più irriverenti e memorabili del film.

È una scena che rappresenta bene la comicità di Renato Pozzetto: un personaggio apparentemente ingenuo, travolto da situazioni assurde, che riesce sempre a trovare la risposta più logica proprio nel momento più surreale.

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