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Sandrino il Mazzolatore, sguardo glaciale, occhio di velluto ma stupido come una bestia

Il ritratto definitivo del nemico: prima lo rendi leggendario, poi lo distruggi con cinque parole.

Anno1982
PersonaggioChi la dice: Donato Cavallo, il Ras della Fossa

La frase

La battuta «Sandrino il Mazzolatore, sguardo glaciale, occhio di velluto ma stupido come una bestia» è tratta da Eccezzziunale… veramente, il film diretto da Carlo Vanzina nel 1982 e diventato uno dei titoli simbolo della comicità italiana legata al mondo del calcio.

A pronunciarla è Donato Cavallo, detto il Ras della Fossa, tifoso milanista interpretato da Diego Abatantuono.

Sandrino il Mazzolatore è invece il suo grande rivale: capo ultras interista, imponente, minaccioso e interpretato da Renato D’Amore.

Donato lo presenta quasi come fosse un personaggio leggendario: “sguardo glaciale”, “occhio di velluto”. Ma proprio quando la descrizione sembra trasformare Sandrino in un avversario temibile e affascinante, arriva la chiusura che ribalta completamente tutto: “ma stupido come una bestia”.

È questo improvviso cambio di registro a rendere la battuta irresistibile.

Curiosità

1. Sandrino era interpretato da Renato D’Amore

Dietro il temibile Mazzolatore c’era Renato D’Amore, attore caratterista che grazie alla corporatura imponente è diventato uno dei volti più riconoscibili del film. Ancora oggi viene identificato soprattutto con questo personaggio.

2. È il capo degli ultras interisti

Sandrino rappresenta la controparte nerazzurra del Ras della Fossa. I due sono rivali non solo per il calcio, ma anche sul piano personale, e il loro scontro è uno degli elementi centrali della storia di Donato.

3. Una delle scene simbolo del derby milanese

Lo scontro tra Donato e Sandrino avviene dopo un derby e culmina nel celebre faccia a faccia nei pressi della metropolitana milanese. La contrapposizione tra il Ras della Fossa e il Mazzolatore è diventata una delle immagini più riconoscibili del film

Perché è cult

La forza della frase sta tutta nella costruzione.

Donato presenta Sandrino come se stesse descrivendo un pugile, un gangster o un personaggio da leggenda metropolitana: il soprannome “Mazzolatore”, lo sguardo glaciale, l’occhio di velluto.

Poi, senza alcuna esitazione, arriva il giudizio finale: “stupido come una bestia”.

È la comicità tipica di Abatantuono di quegli anni, fatta di soprannomi improbabili, iperboli, linguaggio da bar e personaggi che trasformano una rivalità calcistica in una questione epica.

Sandrino il Mazzolatore è così diventato molto più di un personaggio secondario: è uno dei nomi più riconoscibili dell’universo di Eccezzziunale… veramente e ancora oggi basta pronunciarlo per richiamare immediatamente il cinema comico italiano degli anni Ottanta.

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