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N’omo, ’na donna, n’omo, ’na donna
Quando l’organizzazione per dormire in tenda diventa una formula impossibile da dimenticare.
La frase
«N’omo, ’na donna… n’omo, ’na donna… n’omo, n’omo… ’na donna.»
La battuta è tratta da In viaggio con papà, film del 1982 diretto e interpretato da Alberto Sordi, con Carlo Verdone nel ruolo di Cristiano D’Ambrosi.
Cristiano racconta al padre Armando la vita all’interno della comunità che frequenta e, in particolare, cerca di spiegargli come sono sistemati per dormire nella tenda.
La disposizione segue una logica apparentemente semplicissima:
«N’omo, ’na donna… n’omo, ’na donna…»
Ma Cristiano continua a ripeterla, a cambiare ordine e a contare uomini e donne, trasformando una banalissima descrizione dei posti letto in uno dei tormentoni più riconoscibili del film.
L’origine della frase
La scena nasce durante uno dei primi confronti tra Cristiano e suo padre Armando.
Cristiano vive da tempo all’interno di una comunità alternativa dedita alla protezione degli animali e dei gabbiani. Il padre, molto più pratico, cinico e disincantato, cerca di capire come funzioni realmente la vita del figlio.
Cristiano gli racconta quindi le abitudini del gruppo e arriva al momento di spiegare come dormono tutti insieme nella tenda, insieme al Professore.
Ed è qui che parte la descrizione:
«N’omo, ’na donna… n’omo, ’na donna…»
Cristiano sta semplicemente indicando la disposizione delle persone una accanto all’altra.
Un uomo.
Una donna.
Un uomo.
Una donna.
Ma Armando interpreta immediatamente quella promiscuità in modo molto più malizioso.
Per Cristiano, invece, la cosa è assolutamente normale e innocente. Continua quindi a spiegare la disposizione con crescente precisione, finendo per confondersi lui stesso:
«N’omo, ’na donna… n’omo, ’na donna… n’omo, n’omo…»
È proprio il contrasto tra l’ingenuità di Cristiano e il modo in cui suo padre interpreta la situazione a creare la gag.
Curiosità
1. Cristiano vive in una comunità alternativa
Cristiano ha scelto uno stile di vita completamente diverso da quello di suo padre.
Fa parte di una comunità legata alla protezione degli animali e vive in un ambiente che conserva ancora molti elementi della cultura alternativa e comunitaria degli anni Settanta.
2. La tenda è il centro della gag
La frase non nasce da una teoria generale sui rapporti tra uomo e donna.
Cristiano sta concretamente descrivendo come dormono i membri della comunità dentro la tenda.
Ed è proprio questa semplicità a rendere la ripetizione ancora più assurda.
3. Cristiano è uno dei personaggi più “verdoneschi” del film
Il modo di parlare, le esitazioni, i rumori con la bocca e l’ingenuità ricordano altri personaggi interpretati da Verdone nei suoi primi film.
Anche “N’omo, ’na donna” diventa quindi una gag costruita soprattutto sul ritmo e sulla caratterizzazione del personaggio.
Perché è cult
“N’omo, ’na donna” funziona perché nasce da una situazione banalissima.
Cristiano deve soltanto spiegare dove dorme la gente nella tenda.
Potrebbe dire:
“Dormiamo alternati, uomini e donne.”
Fine.
Invece comincia a ricostruire materialmente la disposizione:
N’omo.
’Na donna.
N’omo.
’Na donna.
Più cerca di essere preciso, più la spiegazione diventa surreale.
E dall’altra parte c’è Armando, che ascolta quel racconto con una malizia completamente assente nel figlio.
È proprio questa distanza tra i due personaggi a rendere la scena perfetta.
Cristiano vede una normale organizzazione della comunità.
Armando vede tutt’altra cosa.
E nel mezzo rimane una formula che non ha più abbandonato gli appassionati del film:
«N’omo… ’na donna… n’omo… ’na donna.»
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