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Borgo Tre Case
Tre case, dieci abitanti e un unico grande spettacolo: il treno che passa.
La frase
«Borgo Tre Case, frazione di Borgo Dieci Case.»
Più che una semplice indicazione geografica, è diventata una delle espressioni più riconoscibili de Il ragazzo di campagna, film diretto da Castellano e Pipolo nel 1984 e interpretato da Renato Pozzetto.
Borgo Tre Case è il minuscolo paese di campagna in cui vive Artemio, un contadino quarantenne stanco di una vita sempre uguale.
Il nome stesso del paese è già una gag.
Non semplicemente Borgo Tre Case.
Ma:
Borgo Tre Case, frazione di Borgo Dieci Case.
Una descrizione talmente precisa e allo stesso tempo assurda da riassumere immediatamente il mondo da cui Artemio vuole scappare.
Un posto in cui non succede praticamente nulla e dove persino il passaggio del treno diventa un evento da non perdere.
L’origine della frase
All’inizio del film scopriamo la vita quotidiana di Artemio nella campagna lombarda.
Vive con la madre, lavora nei campi e sembra destinato a sposare Maria Rosa, la ragazza del paese innamorata di lui.
Ma Artemio sente che quella vita gli sta stretta.
Borgo Tre Case rappresenta tutto ciò che vuole lasciarsi alle spalle: la routine, il lavoro nei campi e un’esistenza in cui ogni giorno assomiglia esattamente a quello precedente.
Il paese viene presentato come Borgo Tre Case, frazione di Borgo Dieci Case, una denominazione che esaspera comicamente le dimensioni minuscole del luogo.
E quando arriva il momento dello svago, gli abitanti prendono le sedie e si sistemano vicino alla ferrovia.
Sta per arrivare lo spettacolo.
Passa il treno.
Tutti lo osservano rapiti.
E alla fine arriva un’altra delle sentenze immortali del film:
«Il treno è sempre il treno.»
Curiosità
1. Borgo Tre Case esiste davvero… più o meno
Il paese del film è immaginario, ma molte delle scene ambientate a Borgo Tre Case furono girate a Cascina Casoni, nel comune di Carbonara al Ticino, in provincia di Pavia.
Ancora oggi la zona è visitata dagli appassionati del film.
2. La casa di Artemio si trova altrove
La casa in cui Artemio vive con la madre non si trova nello stesso luogo dell’osteria e della ferrovia.
Le scene della casa vennero girate a Molino d’Isella, frazione di Gambolò, sempre nel Pavese.
Il Borgo Tre Case cinematografico nasce quindi dall’unione di più location reali.
3. I fan continuano a tornarci
Il film ha generato negli anni veri e propri raduni.
Centinaia di appassionati si sono ritrovati nei luoghi delle riprese vestiti come Artemio, portando perfino le sedie vicino alla ferrovia per ricreare la celebre scena del passaggio del treno. Nel 2018 partecipò a uno di questi raduni anche Renato Pozzetto.
Perché è cult
“Borgo Tre Case, frazione di Borgo Dieci Case” funziona perché è uno di quei nomi che sembrano già una battuta.
Con poche parole Castellano e Pipolo descrivono perfettamente il mondo di Artemio.
Un paese minuscolo.
Una vita semplice.
Pochissimi abitanti.
E una quotidianità talmente immobile che il passaggio di un treno diventa lo spettacolo della giornata.
Ma Borgo Tre Case è anche fondamentale per capire Artemio.
Milano rappresenta ai suoi occhi la modernità, le donne, il lavoro e una vita completamente diversa.
Borgo Tre Case è invece tutto ciò da cui pensa di dover fuggire.
Solo dopo aver provato la vita cittadina scoprirà che forse quel mondo semplice non era poi così terribile.
Ed è così che un paesino inventato per una commedia del 1984 è diventato un luogo reale nell'immaginario degli appassionati.
Ancora oggi basta dire:
«Borgo Tre Case…»
e qualcuno inevitabilmente aggiunge:
«Frazione di Borgo Dieci Case.»
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