La battuta “Ah… annamo bene. Annamo proprio bene.” nasce da Bianco, Rosso e Verdone di Carlo Verdone ed è detta da Sora Lella
La scena è quella dell’iniezione, fatta dal Principe interpretato da Mario Brega. Situazione assurda, gestione approssimativa, commento finale rassegnato e romanissimo: “Annamo bene. Annamo proprio bene.”
Perché funziona ancora oggi:
è una constatazione, non uno sfogo
non c’è rabbia, c’è resa ironica
descrive perfettamente quando qualcosa è già andato storto e non puoi farci nulla
Tradotta senza poesia:
“Siamo messi male. E peggiorerà.”
Film: Bianco Rosso e Verdone Anno: 1981 Attori: Carlo Verdone
Altre battute memorabili del FIlm:
Le battute più emblematiche di Bianco, rosso e Verdone (1981) sono legate ai tre protagonisti interpretati da Carlo Verdone, ognuno dei quali ha regalato citazioni entrate nel linguaggio comune italiano:
Furio Zoccano (Il pignolo)
Il logorroico e asfissiante funzionario statale è celebre per i suoi dialoghi maniacali con la moglie Magda:
“Magda, tu mi adori? […] E allora lo vedi che la cosa è reciproca?” – Pronunciata per suggellare la sua presunta perfezione coniugale.
“Non occupare la linea! No, no, no… non riattaccare, guarda che ti vedo!” – Durante una delle sue infinite telefonate all’ACI per monitorare il meteo e il traffico.
“Pronto, parlo con l’ACI? Senta, sono Furio Zoccano, socio ACI numero 29102… vorrei un’informazione di carattere meteorologico.”.
Mimmo (L’ingenuo)
Il goffo ragazzone romano in viaggio con la sora Lella (la nonna) è il simbolo della perplessità:
“In che senso?!?” – Il tormentone per eccellenza di Mimmo, usato ogni volta che non capisce un’osservazione o un’allusione.
“Nonna, m’hanno fatto un buono! Che vor dì? – Esclamata dopo aver ricevuto un “buono” in farmacia.
“A nonna! Ho visto una cosa nera nera che me so’ spaventato! Me sa quella portava la pelliccia sulle mutande.” – Riferito a un dettaglio anatomico visto per errore in un autogrill.
“Io jee tajerei quee gambe!” (riferito alla nonna che muove continuamente le gambe in auto
Pasquale Ametrano (L’emigrato)
L’emigrato lucano che torna dalla Germania non parla quasi mai, ma chiude il film con un memorabile sfogo al seggio elettorale:
“Eh lo fanno, lo fanno!” – Risposta rassegnata del benzinaio ai furti subiti da Pasquale in autogrill.
“Ma lo sapete che vi dico? Che io me ne vado!” – L’inizio dell’unico, lunghissimo e incomprensibile monologo finale in dialetto stretto contro l’Italia e i suoi disservizi.
Curiosità
Il film Bianco, Rosso e Verdone (1981) è un pilastro della commedia italiana. Ecco alcune delle curiosità più interessanti sulla sua produzione e sui suoi iconici personaggi:
1. Il Tricolore e le Automobili
Il titolo del film richiama la bandiera italiana, e questo simbolismo cromatico è esteso alle auto guidate dai tre protagonisti interpretati da Verdone:
Mimmo (Verde): Viaggia su una Fiat 1100 verde scuro.
Furio (Bianco): Guida una Fiat 131 Panorama bianca.
Pasquale (Rosso): Percorre l’Italia su un’Alfa sud rossa.
2. Lo scetticismo di Sergio Leone su Furio.
Sergio Leone, produttore del film, era inizialmente molto dubbioso sul personaggio di Furio, temendo che risultasse troppo antipatico e pedante per il pubblico. Per convincerlo, Verdone organizzò una proiezione privata a casa di Leone alla quale parteciparono Alberto Sordi, Monica Vitti e il calciatore Falcão. Fu proprio Sordi a rassicurare Leone, ridendo a crepapelle e decretando il successo del personaggio.
3. L’ispirazione per i personaggi
Mimmo: La voce e l’atteggiamento ingenuo di Mimmo sono ispirati a Stefano Natale, un amico d’infanzia di Verdone che l’attore definisce il suo “replicante” per la somiglianza vocale.
Magda: Irina Sanpiter, l’attrice russa che interpretava la moglie di Furio, fu scelta per il suo volto malinconico, ma nel film è doppiata da Solveig D’Assunta per ottenere l’accento torinese perfetto.
4. Difficoltà sul set
Nonostante l’ambientazione estiva, il film fu girato in autunno. Verdone e Irina Sanpiter dovettero recitare in maniche corte con temperature rigide, cosa che causò a entrambi frequenti episodi di febbre e influenza durante le riprese.
5. Il legame con la Sora Lella
Verdone scelse Elena Fabrizi (la Sora Lella) per il ruolo della nonna dopo averla sentita parlare in radio. Nonostante i dubbi iniziali dei produttori sulla sua salute, divenne una delle figure più amate del film. Celebre è l’aneddoto secondo cui suo fratello, il grande Aldo Fabrizi, fosse inizialmente un po’ geloso del successo improvviso della sorella come attrice cinematografica.
6. Location iconiche
Sebbene il film sia un “road movie” attraverso l’Italia, molte scene sono state girate nel Lazio:
La celebre scena della fontana è stata filmata a Bassano Romano (VT), in piazza Umberto I.
L’appartamento di Furio e i seggi elettorali si trovano a Roma.
Altre scene esterne sono state girate tra Tivoli, Maccarese e L’Aquila.
T-Shirt – Annamo Bene Annamo proprio Bene è dedicata all’amata Sora Lella in una delle sue espressioni più citate, tratta dal film Bianco Rosso e Verdone del 1981 di Carlo Verdone.
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