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Ricciotto annuncia al popolo in piazza il risveglio del Marchese Onofrio del Grillo
Dove l’hai sentita?
Personaggio: Ricciotto
Film: Il Marchese del Grillo
Anno: 1981
La scena
La scena è ambientata nella Roma papalina dei primi anni dell’Ottocento. In quell’epoca il Marchese non era soltanto un privato cittadino: era un’istituzione vivente, una figura pubblica il cui risveglio aveva una rilevanza quasi politica per la plebe che gravitava attorno al suo palazzo. Annunciare che il signore era sveglio significava, concretamente, che il giorno poteva cominciare.
L’umorismo nasce dallo scarto fra l’enormità del rito e la banalità del fatto. Svegliarsi è l’atto più quotidiano e universale che esista. Eppure, per il Marchese, diventa oggetto di comunicato ufficiale, pronunciato con la stessa gravità con cui si annuncerebbe la firma di un editto. Monicelli usa il risveglio come specchio deformante del potere aristocratico.
Perché la frase funziona ancora
Il segreto della longevità di «S’è svejato!» sta nella sua universalità. Monicelli fotografò nel 1981 un meccanismo eterno: il potere che trasforma il banale in solenne, e la collettività che applaude. Cambia l’epoca, cambiano i protagonisti — re, ministri, direttori, influencer — ma il meccanismo resta identico. Ogni volta che qualcuno annuncia l’ovvio con la gravità di chi ha appena scoperto il fuoco, la folla del Marchese del Grillo è lì, pronta ad esultare. E noi, ridendo, siamo un po’ quella folla.
Monicelli scrisse la sceneggiatura con Age e Scarpelli pensando a un progetto già pronto. I produttori la rifiutarono per anni prima che Dean Film decidesse di finanziarlo. Il copione rimase nel cassetto quasi un decennio.
Sordi non solo recitò il Marchese, ma contribuì attivamente alla scrittura dei dialoghi in romanesco. Considerò Onofrio del Grillo uno dei suoi personaggi preferiti in assoluto, forse il più completo della sua carriera.
Monicelli volle che tutto il film parlasse in romanesco stretto, anche nei ruoli secondari. Per alcune battute si consultarono esperti di dialettologia per ricostruire il parlato delle classi popolari romane dell’Ottocento.
Il personaggio di Gasperino, il carbonaio che è il sosia del Marchese, fu affidato a Flavio Bucci dopo un lungo casting. La doppia presenza di Sordi e Bucci in scena richiese settimane di riprese tecnicamente complesse.
Molte scene furono girate nei vicoli del centro storico romano, in luoghi quasi immutati rispetto all’Ottocento. La produzione ottenne permessi eccezionali per girare nei cortili di palazzi nobiliari realmente abitati.
Il produttore avrebbe preferito un’attrice più nota per il ruolo della lavandaia. Monicelli impose Sandrelli e non si pentì: la sua interpretazione fu unanimemente lodata dalla critica.
Il Marchese del Grillo fu uno dei film più visti dell’anno in Italia, incassando cifre eccezionali per il cinema nostrano dell’epoca. Rimase in sala per mesi consecutivi in molte città.
La celeberrima scena in cui il servo annuncia al popolo «S’è svejato!» non era nella sceneggiatura originale nella forma in cui la conosciamo. Nacque da un’idea di Sordi durante le prove, e Monicelli la girò subito, senza modifiche.
Alcuni ambienti conservatori romani protestarono per quella che giudicavano una rappresentazione caricaturale e irriverente del patriziato cittadino. Il film fu anche accusato di anticlericalismo per alcune scene ambientate in contesti ecclesiastici.
Il Marchese del Grillo è oggi considerato uno dei vertici assoluti della commedia all’italiana, studiato nelle università di cinema e regolarmente inserito nelle classifiche dei migliori film italiani di sempre. Il personaggio di Onofrio del Grillo è diventato archetipo culturale.
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«S’È SVEJATO!» — USI IRONICI E ATTUALI
La frase è entrata nel lessico comune italiano come citazione ironica per eccellenza. Si usa ogniqualvolta qualcuno — in genere un personaggio pubblico, un’istituzione o un superiore — compie un atto del tutto ordinario trattato con solennità spropositata. Ecco le sue incarnazioni più tipiche:
📱 Il politico che scopre un problema esistente da anni
“Il Ministro ha dichiarato oggi che nelle periferie esiste il disagio sociale. S’è svejato!”
Classico utilizzo sui social network quando un esponente politico annuncia come novità assoluta qualcosa che i cittadini vivono sulla propria pelle da decenni. Il commento arriva puntuale sotto ogni comunicato stampa.
🏢 Il capo in riunione che ribadisce l’ovvio
“Il nostro direttore ha appena scoperto che i clienti vogliono risposte rapide. Alleluia, s’è svejato!”
Ironia da ufficio. Quando il responsabile convoca una riunione urgente per comunicare una verità che tutti i colleghi sanno da mesi, il commento — detto sottovoce o in chat interna — è inevitabile.
⚽ La squadra che capisce cosa non va dopo l’ennesima sconfitta
“L’allenatore ha dichiarato che dovremo lavorare sulla difesa. S’è svejato, dopo undici gol subiti!”
Nei bar e sui forum sportivi il «s’è svejato» è un classico post-partita. Arriva quando tecnici e dirigenti annunciano analisi e correzioni che il tifoso medio aveva già formulato con settimane di anticipo.
📺 Il telegiornale che scopre una tendenza già morta (al plurale)
“Il TG di prima serata ha fatto un servizio sui Millennial. Se So Svejati, siamo già ai Gen Z!”
Usato con ironia ogni volta che i media mainstream si accorgono di un fenomeno culturale, sociale o tecnologico già ampiamente superato da chi lo vive dall’interno. Il ritardo mediatico condensato in tre parole.
🧑💻 L’esperto che scopre internet
“Il consulente aziendale ha spiegato che i giovani usano i social. S’è svejato, è il 2025!”
Quando qualcuno viene presentato come esperto o innovatore per aver scoperto qualcosa che chiunque under 30 dà per scontato da anni, la citazione è d’obbligo. Particolarmente popolare nel mondo tech e della comunicazione digitale.
👨👩👧 Il genitore che si accorge di cosa guarda il figlio
“Mio padre ha scoperto che esiste YouTube. Dopo dieci anni. S’è svejato!”
L’uso familiare e affettuoso della frase. Quando il genitore o il nonno fa la scoperta stupefacente di qualcosa che i figli usano quotidianamente, il commento misto di tenerezza e ironia arriva naturalmente.
🏥 L’istituzione sanitaria che consiglia lavarsi le mani
“La ASL ha emesso comunicato: lavarsi le mani previene le malattie. S’è svejato!”
Ironia burocratica pura. Comunicati ufficiali, campagne informative o linee guida che ribadiscono con tono solenne consigli che la nonna dava già a fine Ottocento. La cerimonia del risveglio in salsa istituzionale.
📰 Il giornale che titola uno scoop già noto
“ESCLUSIVO: l’inflazione colpisce le famiglie a basso reddito. S’è svejato!”
Usato con acredine giornalistica quando una testata pubblica come scoop o esclusiva qualcosa ampiamente documentato da mesi. In questo uso la frase porta con sé anche una critica alla qualità dell’informazione.
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